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Ottenuta dal Tribunale di Venezia la dichiarazione di nullità di due contratti di concessione di credito conclusi da Banca Popolare di Vicenza nel 2013 e 2014

Lo Studio, con gli avvocati Giuseppe Campeis, Massimiliano Campeis e Giovanni De Cal, ha ottenuto dal Tribunale di Venezia la dichiarazione di nullità di due contratti di concessione di credito conclusi da Banca Popolare di Vicenza S.p.a. nel 2013 e nel 2014, perché volti a mettere a disposizione del cliente la provvista necessaria per permettergli di acquistare contestualmente – come insistentemente proposto dalla stessa banca – azioni ed obbligazioni convertibili BPVI.

 

I contratti – anzi, il «complesso negoziale» composto dall’acquisto dei titoli e dalla concessione dei finanziamenti – sono stati dichiarati nulli per frode alla legge, avendo rappresentato lo strumento attraverso il quale l’istituto di credito intendeva eludere il divieto di assistenza finanziaria stabilito dall’art. 2358 c.c. (che vieta alle S.p.a. di concedere finanziamenti per l’acquisto delle proprie azioni, norma che è stata ritenuta applicabile anche alle società cooperative, quale era all’epoca BPVI), allo scopo di aumentare fittiziamente il capitale sociale.

 

Non è la prima volta che la Sezione Specializzata in materia d’Impresa del Tribunale di Venezia si esprime in questo senso, ma il caso in esame è particolare, perché non riguarda nuovi finanziamenti, ma successive estensioni di un affidamento precedentemente accordato: nel 2013 il fido era stato aumentato di 100.000,00 euro e nel 2014 di ulteriori 200.000,00 euro, in entrambi i casi a fronte dell’acquisto (per importi sostanzialmente corrispondenti) di titoli BPVI.

 

Il cliente della banca si è perciò visto annullare la parte “baciata” del suo debito, ottenendo così una sostanziale riduzione della sua esposizione debitoria.